martedì 14 dicembre 2010

DEVIL

di Emiliano Sportelli


















Il Diavolo e l’uomo: un rapporto vecchio di millenni, antico quanto il mondo. La presenza tra gli uomini del Principe della notte ha da sempre rappresentato una paura, ma al tempo stesso una sorta di sfida; si può essere più furbi del demonio? Esiste un modo per aver la meglio su di lui e sui suoi doppi giochi? Il pentimento risulta essere forse, la sola arma a disposizione degli uomini per riuscire a tener testa a colui che, viaggia spesso sotto sembianze diverse dalla propria e che dispensa tranelli di ogni sorta. Essere diabolico ed infimo.
Il Diavolo è spesso stato usato come protagonista in vari film dell’orrore, da sempre la sua presenza sullo schermo ha suscitato ansie e paure, anche se ha comunque attirato spettatori di ogni sorta. “Devil” a mio modo di vedere, rappresenta un po’ uno spartiacque tra film horror e thriller. Diretto da John Erick Dowdle, già autore del film “Quarantena” remake del più famoso “REC”, il film spicca soprattutto per la sua storia in sé più che per la regia; ed in effetti autore della storia è quel M. Night Shyamalan che tanto ci ha tenuto incollati allo schermo con “Il sesto senso”. Nonostante Shyamalan non ne sia il regista, la sua aura nel film è molto facile da cogliere e la si nota in particolare nel finale dove, come al suo solito, il regista indiano dà il meglio di sé.
Claustrofobia, tensione e paura sono questi i tre aggettivi da usare parlando di “Devil”; l’azione si svolge prevalentemente in un ascensore dove rimangono intrappolate cinque persone, ognuna con qualcosa del suo passato da nascondere. Sembrerebbe un innocuo e semplice guasto, ma le cose, quando c’è il Diavolo di mezzo, non vanno mai come dovrebbero. Ed infatti il Belzebù si annida tra di loro e camuffato da uno dei cinque sfortunati, cercherà di prendere le anime che gli spettano. Ciò che preme sottolineare è la figura di Satana stesso, che si erge a giudice supremo e che alla fine prende solo quello che gli spetta. Per certi versi quasi un Diavolo giusto (se così lo si può chiamare), un’immagine del demonio, quindi, quanto meno singolare quella che viene fuori dal lavoro di Dowdle, come quasi ad indicare lo stretto legame tra bene e male che da sempre imprigiona il mondo.
Molto apprezzabile la colonna sonora di Fernando Velazquez che si associa alla perfezione all’atmosfera claustrofobica e per certi aspetti lugubre del film. Interessanti sono le immagini iniziali del film, dove viene ripreso il panorama della città di Philadelphia al contrario, segno inequivocabile della presenza del maligno; piene di suspance le scene girate durante il black-out in ascensore dove Satana darà il meglio di sé. Ovviamente il finale è, come detto, in pieno stile Shyamalan; il demonio farà finalmente la sua comparsa, rivelando i suoi piani e riuscendo così a chiudere il suo cerchio.
“Devil”, uscito nelle sale poche settimane fa, è il primo film di una trilogia di cui faranno parte “Reincarnate” e “Unbreakable 2” e sono tutti ispirati ai racconti horror intitolati “The Night Chronicles” ideati appunto da M. Night Shyamalan.

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